Tra vigneti e storie di famiglia: alla scoperta del Salento
Ci sono giornate in cui il lavoro si trasforma in un viaggio fatto di incontri, racconti e territori da vivere. La nostra ultima trasferta è stata proprio questo: un percorso tra cantine, vigneti e persone che ogni giorno custodiscono e valorizzano l’identità vitivinicola della nostra terra.
Tradizione e vitigni autoctoni: le vigne di Sammarco
La prima tappa ci ha portati a Le Vigne di Sammarco, a Cellino San Marco: qui, la famiglia Rizzello coltiva da generazioni vigneti in questo territorio. Oggi l’azienda conta circa 200 ettari, molti dei quali coltivati ad alberello pugliese, con una forte attenzione ai vitigni autoctoni del territorio come Negroamaro, Malvasia Nera, Susumaniello e Primitivo. Tra filari e cantina si percepisce chiaramente l’obiettivo della famiglia: reinterpretare e diffondere la cultura enologica del Salento, mantenendo un forte legame con la tradizione ma con uno sguardo aperto verso il futuro.
Tra storia e innovazione alla Masseria Li Veli
La giornata è proseguita a Masseria Li Veli, un luogo ricco di storia e fascino dove passato e presente dialogano continuamente. La masseria affonda le sue radici alla fine dell’Ottocento, quando il marchese ed economista salentino Antonio De Viti De Marco trasformò la proprietà in un’azienda vitivinicola modello per tutto il Meridione. Dopo varie vicende nel corso del Novecento, la tenuta è stata rilanciata nel 1999 dalla famiglia Falvo, imprenditori toscani con una lunga esperienza nel mondo del vino, che hanno avviato un importante progetto di valorizzazione dei vitigni autoctoni pugliesi.
Cantina San Donaci: il valore della cooperazione
Il nostro viaggio è poi proseguito a Cantina San Donaci, una realtà cooperativa storica profondamente legata alla comunità locale: qui il vino nasce dal lavoro condiviso di tanti viticoltori che conferiscono le proprie uve, mantenendo vivo un modello produttivo che in Salento ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’enologia del territorio. È proprio questa dimensione collettiva a rendere speciale la cantina: tante storie personali che si uniscono in un unico racconto di territorio, dove identità, tradizione e collaborazione diventano parte del vino stesso.
Nel cuore del Primitivo DOC: Produttori di Manduria
Nel pomeriggio il viaggio è proseguito verso Manduria, patria di uno dei vini più rappresentativi della Puglia: il Primitivo di Manduria DOC. Qui abbiamo visitato Produttori di Manduria, una delle cooperative più significative del territorio, fondata nel 1932. In questa realtà si percepisce tutta la forza del lavoro collettivo: tante mani che insieme danno vita a un unico grande racconto fatto di terra, tradizione e passione. Ancora oggi questa realtà rappresenta uno dei punti di riferimento per la denominazione, grazie al lavoro condiviso di centinaia di viticoltori che conferiscono le proprie uve alla cantina.
La tradizione familiare di Vinicola Savese Pichierri
L’ultima tappa della giornata ci ha portati a Sava, presso la Vinicola Savese Pichierri: la storia della cantina affonda le sue radici nei primi decenni del Novecento, quando Gaetano Pichierri iniziò a coltivare vigneti di Primitivo nel territorio di Sava, una delle aree storicamente più vocate per questo vitigno. Con il tempo, la passione per la viticoltura è stata tramandata di generazione in generazione e ancora oggi la filosofia della cantina rimane profondamente legata alla tradizione: grande attenzione al lavoro in vigna, rispetto per i tempi della natura e un approccio produttivo che mira a preservare l’autenticità del territorio.
Questa intensa giornata di visite ci ricorda ancora una volta quanto sia importante conoscere da vicino i luoghi e, soprattutto, le persone che stanno dietro ogni bottiglia. Per noi scegliere un vino significa prima di tutto conoscere la sua storia, il lavoro che lo rende unico e il territorio che lo ha visto nascere. È proprio questo che vogliamo portare nella nostra enoteca: non solo etichette, ma racconti, tradizioni e passione per il Salento.
